Descrizione
Quota iniziale : 281 m
Quota finale: 342 m
Dislivello: 130 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 6,50 km
Tempo: 2:00 h a passo lento
Dopo cinque mesi di fermo forzato a causa di un piccolo infortunio e della successiva operazione riparatrice, è finalmente arrivato il momento di rimettere alla prova il ginocchio. Per farlo scegliamo un itinerario semplice: una breve passeggiata su strade forestali, senza dislivello, ideale per riprendere con gradualità.
Il percorso di oggi è una semplice camminata nel bosco, adatta a tutti — bambini compresi — e non richiede un allenamento particolare.
Ci troviamo nel Parco Naturale dei Lagoni di Mercurago, un’area protetta istituita nel 1980 su iniziativa popolare. Il parco si estende tra i comuni di Arona (frazione Mercurago, da cui prende il nome), Comignago, Dormelletto e Oleggio Castello. Oltre al notevole interesse naturalistico, è celebre per le importanti testimonianze archeologiche che spaziano dall’epoca preistorica al periodo romano, passando per la cultura golasecchiana.
All’interno dell’area protetta si snoda una fitta rete di sentieri, modulabili in base al tempo a disposizione e all’età dei più piccoli. Le informazioni aggiornate e la cartina dettagliata dei percorsi sono disponibili sul sito ufficiale del parco: è consigliabile consultarlo prima della partenza e, se possibile, portare con sé una stampa dei sentieri (scaricabile dal sito del parco) o una traccia GPS. Sebbene la segnaletica sia chiara e ben distribuita, avere un riferimento cartografico aggiuntivo può sempre rivelarsi utile.
L’itinerario di oggi ricalca quasi interamente il percorso archeologico, affrontato in senso orario. Rispetto al giro compiuto nel 2025, questa versione è decisamente più breve e perfetta per una camminata tranquilla.
Gli accessi al parco sono numerosi; noi scegliamo quello principale in Via Gattico, a Mercurago, dove si trovano la sede del parco e un comodo parcheggio.
Lasciata l’auto, imbocchiamo la “Stra di pianél da Gatic” che in pochi minuti conduce a un primo bivio, riconoscibile per la presenza di una piccola Madonnina. Qui svoltiamo a sinistra in direzione del Lagone di Mercurago. Al successivo incrocio proseguiamo dritto sulla “Stra di Lagòn”, che seguiamo fino a intravedere il lago tra la vegetazione.
Un pannello informativo ricorda che proprio su queste rive, a metà Ottocento, durante alcuni scavi in torbiera, venne rinvenuto casualmente un abitato palafitticolo risalente all’età del Bronzo (XVIII–XIII secolo a.C.). I reperti sono oggi conservati presso il Museo di Antichità di Torino.
Proseguiamo fino a un incrocio a T, dove svoltiamo a sinistra per raggiungere l’unico punto in cui è possibile avvicinarsi al Lagone senza violare le norme di tutela ambientale. Dopo una breve sosta panoramica, torniamo sui nostri passi fino all’incrocio precedente e continuiamo dritto sulla “Stra di Sèl”.
Dopo circa centocinquanta metri lasciamo la strada principale per imboccare, sulla sinistra, il “Sente’ dal Laghèt”. Il sentiero si inoltra tra morbidi tappeti di muschio e conduce prima a un piccolo specchio d’acqua, poi al laghetto più grande chiamato “Laghét”, che dà il nome al tracciato.
Si prosegue fino ad attraversare il Rio Caneva su un caratteristico ponticello in legno. Risalendo sul lato opposto e piegando a destra, una breve salita conduce a una necropoli romana, testimonianza silenziosa della frequentazione antica di questi luoghi.
Imbocchiamo quindi in discesa il “Sente’ dal Fòs”, che ci porta ad attraversare nuovamente il Rio Caneva, questa volta con un facile guado. Si risale poi fino a un incrocio dove svoltiamo a sinistra e, poco dopo, teniamo ancora la sinistra per imboccare, sulla destra dopo circa cento metri, il “Sente’ dal Busch”.
Lungo questo tratto incontriamo i resti di un antico insediamento romano con annessa area artigianale, come testimoniano i ritrovamenti di scorie di fusione del ferro.
Circa trecento metri più avanti abbandoniamo il sentiero per svoltare a destra sulla “Stra di pianél da Gatic”. Dopo poche decine di metri facciamo una breve deviazione sulla destra per andare ad ammirare la necropoli golasecchiana sul Motto Lagoni. Dopo la visita, torniamo sui nostri passi e riprendiamo la strada principale che, in breve, ci riporta al parcheggio.
Una passeggiata semplice ma ricca di fascino, dove natura e storia si intrecciano in un percorso adatto a ogni età: l’ideale per ripartire con calma, ritrovando il piacere del cammino nel silenzio del bosco.
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