Descrizione
Quota iniziale : 1745 m
Quota finale: 2480 m
Dislivello: 750 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 13,00 km
Tempo: 5:00 h intero giro escluse le soste
L’escursione di oggi ha come meta il Rifugio Città di Busto, in alta Val Formazza, passando per la celebre Alpe Bettelmatt, uno degli alpeggi dove viene prodotto il rinomato formaggio che porta lo stesso nome.
L’itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche ed è adatto a tutti con un minimo di allenamento, necessario per affrontare i 750 metri di dislivello e i circa 13 chilometri complessivi tra andata e ritorno.
Partiamo da Riale, lasciando l’auto nel parcheggio a pagamento (5 € al giorno) situato ai piedi della diga di Morasco. Fin da subito la nostra meta è ben visibile sul versante opposto della valle.
Risalita la diga lungo il lato destro seguendo il sentiero G00, alternando la strada asfaltata ad alcune scorciatoie che tagliano i tornanti, proseguiamo sulla strada di servizio che costeggia il Lago di Morasco. Raggiunta l’estremità del lago, dopo circa 30 minuti di cammino, arriviamo a un bivio dove la strada si divide in tre direzioni: a sinistra una pista permette di compiere il periplo completo del lago, mentre quella sulla destra è chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Noi continuiamo invece diritti fino a raggiungere la stazione della funivia dell’Enel. Qui scendiamo sulla sinistra e, seguendo gli evidenti cartelli, ci dirigiamo verso la spettacolare cascata del Rio Gries che scende dalla piana del Bettelmatt.
Il sentiero G00 prende quota con una serie di ampi tornanti e, dopo circa 50 minuti dalla partenza, raggiunge un bivio. A sinistra si sale verso la diga del Sabbione, mentre noi svoltiamo a destra proseguendo in direzione dell’Alpe Bettelmatt, che raggiungiamo in circa mezz’ora, dopo un’ora e venti minuti complessivi di cammino.
La piana del Bettelmatt è uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Val Formazza. Le caratteristiche baite d’alpeggio, dove viene prodotto il celebre formaggio Bettelmatt, il Rio Gries che attraversa i pascoli e le montagne che racchiudono la conca creano un ambiente di rara bellezza, capace di trasmettere un autentico senso di pace.
Attraversiamo i pascoli fino a raggiungere un nuovo bivio. Il sentiero G00 prosegue sulla destra verso il Passo del Gries, mentre noi imbocchiamo il sentiero G41 che si stacca sulla sinistra e inizia a salire con una lunga serie di tornanti. Ad ogni curva il panorama si fa sempre più ampio e, man mano che guadagniamo quota, compaiono oltre l’omonimo passo le grandi pale eoliche del Gries, ormai ben visibili.
Dopo circa un’ora di salita dalla piana del Bettelmatt raggiungiamo il tratto finale dell’escursione. Il Rifugio Città di Busto è ormai a portata di mano e, superato l’ultimo breve strappo, arriviamo finalmente a destinazione dopo circa 2 ore e 40 minuti dalla partenza.
La sosta è più che meritata: ci attendono un ottimo piatto di tagliolini ai funghi e una squisita birra artigianale, perfetti per recuperare le energie. Dal terrazzino del rifugio ammiriamo uno splendido panorama che spazia dall’imponente Punta d’Arbola al muraglione della diga del Sabbione. Più in alto fa capolino anche il Rifugio 3A, mentre l’ormai quasi totale scomparsa del Ghiacciaio dei Camosci lascia inevitabilmente un velo di malinconia, ricordando quanto rapidamente stia cambiando questo ambiente alpino.
Dopo pranzo ci concediamo ancora qualche minuto per contemplare la valle e il Lago di Morasco dall’alto, quindi riprendiamo il cammino lungo lo stesso itinerario dell’andata. Ad accompagnarci durante la discesa sono i caratteristici fischi delle marmotte, una piacevole colonna sonora che rende ancora più suggestivo il rientro.
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Leggende storia e curiosità
Il Bettelmatt®
Fin dal XIII secolo, tempo della colonizzazione Walser, col nome di “Bettelmatt” si identificava un formaggio ossolano d’alpeggio d’eccellenza usato come merce di scambio, per il pagamento degli affitti, delle concessioni di alpeggio e delle tasse. Il nome Bettelmatt® sembra derivare da “bettel” che significa questua e da “matt” che in tedesco significa pascolo, da qui il nome “pascolo della questua”.
Il Bettelmatt® è un formaggio a pasta compatta di colore che va dal giallo all’oro, la crosta di colore marroncino tendente allo scuro è ruvida. Viene prodotto da latte crudo intero di una mungitura prevalentemente di mucche di razza bruna tra luglio e settembre esclusivamente in sette alpeggi della Valle Antigorio Formazza denominati Morasco o Bettelmatt, Kastel, Val Toggia, Vannino, Poiala, Forno e Sangiatto ad un’altitudine compresa tra i 1800m e i 2200 m s.l.m..
Nell’autunno del 1998 è stato per la prima volta registrato presso la Camera di Commercio del VCO il marchio Bettelmatt® da parte di un produttore che successivamente nel 2001 ha venduto la proprietà e i diritti del marchio alla Comunità Montana. In quell’occasione sono state stabilite alcune regole di produzione.
Nel 2002 è nata la pelure o velina che viene applicata direttamente sulle forme mentre nel 2003 è stata introdotta anche la marchiatura a fuoco apposta direttamente sul prodotto da un esperto che ne certifica la qualità, l’assenza di difetti e i processi di produzione previsti dal decalogo sottoscritto da tutti i produttori.
La grande qualità di questo formaggio è data oltre che dai processi di produzione anche e soprattutto dalla presenza nei sopra citati pascoli dove si nutrono gli animali dell’erba mottolina o muttolina che conferisce un sapore inconfondibile al formaggio.






































