Descrizione
Quota iniziale : 1340 m
Quota finale: 2135 m
Dislivello: 854 m comprese le perdite di quota – (743 m sola salita)
Distanza totale A/R: 10,50 km
Tempo: 4:15 h escluse le soste intero giro (2:00 h sola salita)
Oggi salita alla Cima Mutta, sullo spartiacque tra la Val Vogna e la Valsesia: una vetta super panoramica sul Monte Rosa e sulle montagne circostanti. La salita non presenta particolari difficoltà ed è adatta a tutti, purché allenati a superare i quasi 800 metri di dislivello.
Visto che l’itinerario è relativamente breve, per il ritorno abbiamo deciso di fare una deviazione lungo il Sentiero dell’Arte, percorrendone un tratto fino a Rabernardo per poi rientrare lungo la strada asfaltata e completare così un piccolo anello.
Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito di Ca’ di Janzo, ci dirigiamo verso l’inizio del nostro itinerario, proprio di fronte al parcheggio. Qui parte anche il Sentiero dell’Arte, che fino a Selveglio coincide con il sentiero 210 per la Cima Mutta, indicata a 2 ore e 20 di cammino.
Il percorso inizia costeggiando il rio Ca’ di Janzo sulla sponda sinistra orografica e si presenta subito abbastanza ripido. Dopo pochi minuti si biforca: a sinistra, oltre il rio, sale il sentiero per Oro; a destra si stacca invece il 210 per Selveglio. Svoltiamo a destra e iniziamo a salire su una comoda mulattiera che in una ventina di minuti ci porta a Selveglio, un bel borgo walser. All’ingresso troviamo l’oratorio della Madonna del Carmine e una caratteristica fontana.
Attraversiamo il borgo fino a un bivio: a sinistra prosegue il Sentiero dell’Arte (che percorreremo al ritorno), mentre noi svoltiamo a destra in direzione della Cima Mutta. Lasciato l’abitato, entriamo nel bosco e risaliamo l’antica mulattiera che, in circa un’ora dalla partenza, ci conduce all’Alpe Poesi, da cui si gode di una splendida vista sul vicino Monte Tagliaferro.
Proseguiamo in salita, con la nostra meta ormai ben visibile sopra di noi. Dopo altri venti minuti sbuchiamo all’Alpe Le Piane, costruita a ridosso della montagna come protezione dalle valanghe.
Attraversati i pascoli, il sentiero si fa più ripido fino a raggiungere, con un traverso, una pietraia che superiamo senza difficoltà. All’uscita, il sentiero si impenna ancora, ma il tratto è breve: con un ultimo traverso raggiungiamo finalmente la Cima Mutta.
Lo spettacolo è magnifico: oggi il cielo è limpido e tutte le cime sono ben visibili. Davanti a noi il Monte Rosa domina la scena; più in basso si distinguono le frazioni di Otro; a est spiccano il Corno Mud, il Monte Tagliaferro e la Cima Carnera; a ovest il Corno d’Otro e, più dietro, il Corno Bianco; a sud si aprono la Val Vogna e la Valsesia.
Con lo sguardo più attento si distinguono anche l’ex rifugio Città di Vigevano con l’arrivo degli impianti del Passo dei Salati, la Capanna Margherita e gli impianti della Bocchetta delle Pisse.
Dopo una lunga pausa pranzo con vista, arriva il momento di lasciare questo paradiso e di scendere ripercorrendo lo stesso sentiero fino a Selveglio. Qui, invece di ridiscendere direttamente a Ca’ di Janzo, decidiamo di imboccare il Sentiero dell’Arte per percorrerne un tratto, visto che è ancora presto, ripromettendoci di tornare più avanti a percorrerlo per intero.
Ci addentriamo così nel piccolo alpeggio, dove troviamo una caratteristica doppia fontana in larice e bellissime case walser fiorite. Gli abitanti sembrano appassionati di uncinetto: non solo hanno realizzato una copertina per il camino, ma hanno persino rivestito un intero frassino!
All’uscita del paese incontriamo l’oratorio di San Defendente e subito dopo imbocchiamo la bella mulattiera che, in una quindicina di minuti, ci porta a Oro, una frazione di sole otto baite sopravvissute all’incendio del 1913. Anche qui, oltre alle case fiorite, troviamo una fontana in larice.
Proseguiamo poi lungo il sentiero più basso, che rientra nel bosco e in circa un quarto d’ora ci porta a Ca’ Vescovo, dove è ancora presente l’antico forno del pane. Uscendo dal paese prendiamo la direzione per Rabernardo, che raggiungiamo in una decina di minuti di cammino. Ci addentriamo tra le case walser e visitiamo l’oratorio della Madonna della Neve; quindi ritorniamo all’inizio del borgo e imbocchiamo il sentiero che scende verso Sant’Antonio, rientrando infine alla macchina lungo la strada asfaltata che attraversa altre caratteristiche frazioni walser.
Galleria Foto





























































Cartina e indicazioni stradali