Descrizione
Quota iniziale : 1636 m
Quota finale: 2128 m
Dislivello: 916 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 15,60 km
Tempo: 6:15 h escluse le soste
Giro ad anello in Alta Val Bognanco su sentieri poco frequentati ma in ambienti alpini favolosi. La meta di oggi è il lago di Oriaccia, con partenza dal parcheggio di San Bernardo, seguendo un sentiero alternativo rispetto alla GTA che, rimanendo più in quota, limita molto i saliscendi. Dal lago abbiamo poi proseguito verso il Rifugio Alpe Laghetto per il pranzo e successivamente siamo rientrati a San Bernardo passando dalla croce del Vallaro, sempre sul sentiero D98, ignorando le deviazioni per Pizzanco e Gomba.
L’intero giro non presenta tratti esposti né difficoltà particolari, ma con i suoi 15 chilometri di lunghezza e un dislivello complessivo di 916 metri è adatto solo ai ragazzini con un buon allenamento. Il sentiero alternativo percorso fino all’Alpe del Dente, in questa stagione, pur essendo ben visibile, è a tratti un po’ inerbito; nei punti più stretti occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi, poiché l’erba nasconde il bordo del tracciato. Inoltre, a parte una fontana a pochi minuti dalla partenza, non si trovano punti d’acqua fino al Rifugio Alpe Laghetto: meglio portarne con sé una buona scorta.
Lasciata l’auto nel grande parcheggio gratuito di fronte al rifugio San Bernardo, ci rendiamo subito conto che oggi i sentieri più battuti saranno affollati: sono le 8:45, il parcheggio è quasi pieno e altre auto stanno arrivando. Ci dirigiamo verso l’angolo sud-est del piazzale: un sentierino ci riporta all’oratorio di San Bernardo, dove imbocchiamo la strada sterrata in leggera discesa (GTA). (Volendo si potrebbe parcheggiare anche nel piccolo spiazzo accanto all’oratorio, ma oggi era già tutto occupato).
Dopo pochi minuti, ignoriamo una deviazione che scende verso alcune baite e prendiamo a destra la strada in salita; altri cinque minuti e abbandoniamo la sterrata (sulla quale torneremo al rientro) per imboccare un sentiero a destra. Sul cartello non compare alcun numero: in effetti è poco frequentato, ma consente di raggiungere l’Alpe del Dente in circa un’ora senza grandi perdite di quota.
Passata l’Alpe Pragio, il sentiero alterna tratti di bosco e radure, con falsopiani e brevi salite che regalano scorci panoramici sulla valle. Dopo un’oretta ci ricongiungiamo al sentiero D14 proveniente da Gomba, che seguiamo fino all’Alpe del Dente. Il cartello la indica a 5 minuti e infatti se ne scorge già la croce.
L’alpe, in posizione panoramica, è costituita da baite ormai in rovina, ma la caratteristica fontana è ancora attiva. Inizia qui il tratto più impegnativo del giro: il sentiero sale ripido e, quel che è peggio, è completamente esposto al sole. Per fortuna la salita è breve e in circa mezz’ora raggiungiamo la cima del Monte del Dente, da cui in lontananza si scorge la croce del Vallaro, che toccheremo nel pomeriggio.
Superato un ultimo dosso erboso, la valle si apre e il percorso spiana. Oltrepassato il bivio per la Costa del Dente, proseguiamo quasi in piano fino a un punto panoramico, dopo il quale perdiamo un po’ di quota prima di affrontare un lungo traverso su facili pietraie alternate a sentiero fiorito.
Dopo un ultimo tratto di sfasciumi appare la nostra prima meta: il lago di Oriaccia, purtroppo un po’ a corto d’acqua. Una serie di cartelli indicano i vari sentieri possibili; noi proseguiamo verso l’Alpe Laghetto e l’omonimo rifugio, segnalati a circa un’ora.
Ignorato il bivio per Oriaccia (che abbiamo letto essere un sentiero classificato EE), continuiamo a mezzacosta: il tracciato segue il fianco della montagna alternando salite e falsopiani, attraversando splendide praterie alpine, fino a una formazione rocciosa particolare che segna l’inizio della discesa verso il rifugio, invisibile fino all’ultimo. Superato il bivio da cui più tardi scenderemo, raggiungiamo infine il Rifugio Alpe Laghetto, dove ci fermiamo per il pranzo.
Per il rientro scendiamo lungo il sentiero D18 verso Vallaro, da cui si vedono bene sia il bivacco Marigonda che l’alpeggio Vallaro. Giunti alla celebre croce panoramica, proseguiamo la discesa lungo il sentiero D98 (GTA). Dopo una mezz’oretta raggiungiamo i ruderi dell’Alpe Oriaccia, e venti minuti più tardi arriviamo al bivio per Pizzanco, che ignoriamo per proseguire dritto in salita. Poco dopo troviamo un altro bivio che porta a Gomba, ma anche in questo caso restiamo sulla GTA.
Si apre ora un tratto di saliscendi, tra radure e bosco; il cartello indica ancora un’ora e mezza alla macchina. Dopo mezz’ora giungiamo a un ulteriore bivio: a sinistra si salirebbe verso l’Alpe del Dente per rientrare sul sentiero dell’andata, ma preferiamo rimanere sulla GTA e imbocchiamo la discesa a destra (tempo stimato: un’ora).
Dopo circa quaranta minuti raggiungiamo le baite dell’Alpe Ciuppinella, dove inizia la strada poderale in salita. Ignorando tutte le deviazioni laterali, risaliamo fino all’oratorio di San Bernardo e, tramite il sentierino, torniamo infine al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto.
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