Il fagiano di monte (Lyrurus tetrix), chiamato anche gallo forcello, è un uccello tipico delle nostre montagne, soprattutto lungo l’arco alpino, dove vive tra boschi e prati in quota. È un animale piuttosto timido, che preferisce restare lontano dalla confusione e mimetizzarsi tra erba, cespugli e larici.

Aspetto

Il maschio di fagiano di monte è molto vistoso: ha il piumaggio quasi tutto nero con riflessi blu acciaio e una coda a forma di lira, con le penne laterali ricurve verso l’esterno. Sopra gli occhi porta due evidenti “sopracciglia” rosse, che durante il periodo degli amori diventano ancora più appariscenti.
La femmina invece è più piccola e mimetica: il suo piumaggio è marrone macchiettato, a strisce e macchie, così da confondersi perfettamente con erba secca, rametti e foglie a terra.
Visto da vicino, questo uccello ha corpo robusto, becco corto e forte e zampe piumate quasi fino alle dita, utili per camminare sulla neve senza sprofondare troppo.
In volo, il maschio si riconosce facilmente per la coda aperta a ventaglio “a lira” e per le macchie bianche sotto le ali, che spiccano quando si alza all’improvviso dal terreno.

Habitat

Il fagiano di monte vive soprattutto sulle montagne europee e lungo tutto l’arco alpino, dove preferisce i luoghi al confine tra bosco e prati aperti. Lo si trova spesso tra i 1.700 e i 2.200 metri, in zone con larici, pini cembri, radure, pascoli e dossi soleggiati, dove può sia nascondersi sia osservare l’ambiente intorno.
Ama gli spazi aperti con cespugli di mirtillo, rododendro e ginepro, che gli offrono cibo e riparo, ma non troppo chiusi: ha bisogno di aree dove possa camminare, correre e spiccare il volo rapidamente se si sente in pericolo.
In inverno non scende a valle, ma rimane vicino al limite del bosco e usa la neve come una coperta: scava piccoli tunnel e cavità dentro il manto nevoso, dove passa la notte al riparo dal vento e dal freddo intenso.

Alimentazione

Il fagiano di monte è principalmente erbivoro: si nutre di foglie, gemme, fiori, bacche e semi delle piante che trova in montagna, come mirtilli, lamponi, eriche e ginepri. In estate la sua dieta è molto varia e “colorata”: ama soprattutto le bacche di mirtillo nero e altri piccoli frutti che crescono tra i cespugli dei pascoli d’alta quota.
In autunno e in inverno, quando i frutti sono rari e tutto è coperto di neve, si accontenta delle gemme e dei rametti di larice, betulla, ontano e altre piante del bosco, che cerca arrampicandosi sui rami bassi o becchettando i cespugli emergenti.
I pulcini, appena nati, hanno bisogno di molto proteine per crescere: per le prime settimane mangiano soprattutto piccoli insetti, larve e altri animaletti che la madre li aiuta a trovare tra l’erba bassa. Col passare del tempo iniziano a inserire sempre più parti vegetali nella dieta, fino a mangiare quasi come gli adulti.

Riproduzione

La stagione degli amori del fagiano di monte inizia in primavera: all’alba i maschi si radunano in luoghi aperti chiamati “arene”, spesso piccoli dossi o radure, e iniziano spettacolari parate nuziali. Aprono la coda a lira, gonfiano il petto, mostrano le caruncole rosse sopra gli occhi, emettono suoni particolari e si inseguono tra loro per dimostrare chi è il più forte.
Le femmine osservano la scena ai margini dell’arena e scelgono i maschi più vigorosi e coraggiosi, con cui si accoppiano nelle ore del mattino. Dopo qualche giorno, la femmina costruisce da sola un semplice nido a terra, nascosto tra cespugli di rododendro, ginepro o mirtillo, o alla base di una pianta.
Depone di solito da 4 a 10 uova di colore chiaro macchiettate di scuro e le cova da sola per circa 3–4 settimane, mentre il maschio non partecipa alla cura del nido. Quando i pulcini nascono, sono già in grado di camminare e la madre li guida subito alla ricerca di cibo, proteggendoli sotto le sue ali in caso di pericolo o maltempo.

Disegno delle impronte

Le impronte del fagiano di monte sono piccole e piuttosto ravvicinate: ogni zampa lascia il segno di tre dita rivolte in avanti e un piccolo dito posteriore spesso meno evidente, con sottili segni degli artigli. Nella neve fresca le orme formano una fila regolare di passetti, a volte interrotta da piccoli buchi dove l’animale si è tuffato o è uscito dai suoi tunnel sotto la neve.



* Foto generate con AI