Descrizione
Quota iniziale : 1630 m
Quota finale: 2041 m
Dislivello: 563 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 9,50 km
Tempo: 3:20 h escluse le soste
L’escursione di oggi ci porta in alta Val Bognanco per percorrere il Sentiero dei Fortini, con un giro ad anello particolarmente panoramico.
Pur avendo un dislivello contenuto, il percorso tra i fortini non va sottovalutato. La salita al primo fortino dall’Alpe Paione è abbastanza ripida, ma non presenta difficoltà tecniche ed è pertanto adatta a chiunque abbia un discreto allenamento.
Un approccio diverso è invece necessario per il tratto che dal primo fortino conduce ai successivi e per il traverso verso il Lago Arza, poiché sono previsti numerosi attraversamenti di giavine, a tratti instabili, da affrontare con la dovuta cautela. In presenza di ragazzini poco esperti è quindi preferibile fermarsi al primo fortino e rientrare lungo lo stesso sentiero dell’andata. L’intero percorso è invece consigliabile con ragazzi più esperti, indicativamente a partire dai 12-13 anni.
Questo sentiero è anche un piccolo viaggio nella storia, reso possibile dall’opera di ristrutturazione compiuta nel 2021 dagli Alpini di Bognanco in collaborazione con la Protezione Civile e il Comune di Bognanco.
I fortini si trovano sopra l’Alpe Paione, tra i 1865 e i 2022 metri di quota, in una posizione particolarmente panoramica sulla valle. Furono costruiti nel periodo compreso tra le due guerre mondiali dal Battaglione Intra per l’addestramento degli Alpini.
Pensati come avamposti per le mitragliatrici, a protezione del Passo del Monscera da eventuali attacchi stranieri, oltre alle feritoie per il posizionamento delle armi disponevano anche di piccoli vani destinati alla custodia dei generi di prima necessità.
I fortini sono cinque e sono collegati tra loro da un sentiero. Il più alto, il numero 4, grazie alla sua posizione sopraelevata fungeva da postazione di comando.
Lasciata l’auto nell’ampio parcheggio gratuito di fronte al Rifugio San Bernardo, ripercorriamo un centinaio di metri in discesa per imboccare sulla sinistra la strada sterrata, contrassegnata dal segnavia D08, che scende verso il ponte sul Rio Rasiga.
Attraversato il ponte abbiamo due possibilità: salire lungo il sentiero nel bosco, che permette di tagliare alcuni tornanti, oppure seguire la ripida strada asfaltata che sale al Rifugio Il Dosso. Noi preferiamo questa seconda soluzione e raggiungiamo il rifugio in circa mezz’ora dalla partenza.
Superato il Rifugio Il Dosso incontriamo il bivio per l’Alpe Paione. All’andata svoltiamo a destra seguendo il sentiero D10, mentre al ritorno rientreremo da sinistra.
In pochi minuti raggiungiamo le prime case dell’alpeggio e, subito dopo, troviamo sulla sinistra l’inizio del Sentiero dei Fortini, che per un breve tratto coincide con quello della Costa del Dosso.
Il sentiero sale ripido, ma la vista ripaga di ogni fatica e, in circa quindici minuti, raggiungiamo un bivio. A destra si proseguirebbe verso la Costa del Dosso, mentre noi svoltiamo a sinistra per raggiungere il primo fortino.
È proprio questo il punto in cui, in presenza di ragazzini poco esperti, è consigliabile fermarsi e rientrare lungo lo stesso sentiero dell’andata.
Il percorso riprende a monte del fortino e continua in salita attraversando diversi tratti di giavina, a volte instabile. Il sentiero è comunque molto ben segnalato con vernice bianco-rossa e ometti di pietra.
Raggiungiamo così il secondo fortino, da dove si gode di una vista strepitosa sulla valle.
Riprendiamo a salire alternando facili tratti di sentiero ad altri su giavina, mentre dall’alto il Pizzo Giezza e la bastionata dei Laghi del Paione sembrano osservarci.
Superato un altro tratto di ripido sentiero raggiungiamo il terzo fortino, che domina la valle dall’alto.
Un ultimo sforzo ci porta al quarto fortino, il più alto dei cinque e quello che in passato fungeva da postazione di comando. Da qui la vista è davvero spettacolare, con un magnifico panorama sul trittico del Sempione e sulla valle.
Il sentiero prosegue ora con una breve e ripida discesa per una decina di metri, per poi continuare con un traverso che conduce al fortino numero 5, un vero e proprio nido d’aquila.
Da qui non ci resta che proseguire tra altri attraversamenti di giavine e alcuni tratti in ripida discesa, fino a raggiungere il sentiero che sale al Lago Arza.
Dopo una breve salita siamo finalmente in vista del lago, dove ci fermiamo per una breve pausa prima di ripartire in direzione dell’Alpe Monscera.
Inizia ora un tratto particolarmente piacevole nel bosco che, dopo una discesa e una successiva risalita, ci porta a intercettare la strada sterrata che scende dal Rifugio Gattascosa, nei pressi dell’Alpe Monscera.
Iniziamo quindi a scendere mentre scorgiamo il sentiero appena percorso sul fianco della montagna e in pochi minuti raggiungiamo il celebre Ometto del Monscera, ricostruito nel 2016 ma le cui origini, come riporta la targa presente sul posto, sembrano risalire al 1275.
Secondo la tradizione, in quell’anno gli abitanti di Bognanco aiutarono il corteo di Papa Gregorio X ad attraversare prima la Val Vaira e successivamente la Valle Bognanco, durante il lungo viaggio di rientro dal Concilio Ecumenico di Lione a Roma.
Oggi l’Ometto del Monscera rappresenta anche un importante punto di riferimento per la Via del Monscera, un itinerario escursionistico che collega il Sacro Monte Calvario di Domodossola a Gondo, attraversando Bognanco e il Passo del Monscera. Qui il percorso si innesta sullo Stockalperweg che, attraverso il valico del Sempione, conduce fino a Briga.
Non ci resta quindi che seguire la strada fino a raggiungere il bivio incontrato al mattino, dove riprendiamo lo stesso percorso utilizzato durante la salita per rientrare al punto di partenza.





















































