Il lago del Miage, secondo una leggenda, era anticamente un laghetto ameno posto in mezzo ad una conca verdeggiante. Sulle sue sponde sbocciavano i fiori più belli, mai visti sulle Alpi. Il laghetto era luogo di convegno per un gruppo di fate, tutte giovani e bellissime che, mentre i loro greggi di camosci pascolavano, intrecciavano danze e giochi.

I demoni, dall’alto delle loro dimore poste sulle creste più impervie, guardavano rapiti quelle belle fanciulle e, un giorno, fecero loro profferte d’amore. Le fate però, inorridite dall’aspetto ripugnante dei loro spasimanti, fuggirono e andarono a rifugiarsi con i loro armenti in una grotta sicura. Gli. spiriti malvagi furono presi dall’ira e nella loro furia scossero tanto le montagne che queste precipitarono, con rombo assordante, e coprirono quei fertili prati di massi e terriccio.

Non ancora soddisfatti, i demoni fecero avanzare il ghiacciaio del Miage e quello che era un posto incantevole in poco tempo divenne una landa gelida e desolata. Solo il lago si salvò, ma il suo aspetto era tanto cambiato che, anche quando i demoni finalmente appagati si ritirarono, nessuna fata andò più sulle sue sponde a cantare e a ballare con le compagne.

 

da “I racconti della stalla” Priuli e Verlucca Editori