Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 1393 m
Quota finale: 2264 m
Dislivello: 938 m + 66 m di perdita di quota da recuperare al ritorno
Tempo CAI: 2:45


Accesso stradale

Seguire la SS299 della Valsesia fino a Balmuccia. Svoltare a destra prendere la SP10 e seguirla fino a Rima S. Giuseppe.
Coord. parcheggio: 45.885095° N 8.000040° E


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Valsesia - Rifugio Ferioli 2019

sabato 7 settembre 2019

Rieccoci come ogni anno alla tradizionale salita al Rifugio Ferioli per andare a trovare gli amici che, come consuetudine, il primo fine settimana di settembre, vestono i panni di abili gestori del rifugio. Anche quest'anno ad attenderci ci sono Rosi, Luciano e Claudio di escursionando.it.

Per la descrizione dell'itinerario rimandiamo alle relazioni degli anni precedenti in particolare a quelle del 2013 e del 2015 mentre ci limitiamo a descrivere la giornata purtroppo rovinata dal cattivo tempo.

Quando arriviamo a Rima di primo mattino, pur essendoci il sole, non c'è ancora nessuno e il parcheggio è deserto. Ci avviamo verso la piazza del paese per immortalare la splendida fontana. Seguendo i cartelli arriviamo in pochi minuti al pannello con la carta dei sentieri della valle e la locandina del rifugio che annuncia interessanti novità. Quello che andremo a percorrere è il sentiero n. 296 che sale al Colle Mud per poi scendere al rifugio Ferioli seguendo il sentiero 208.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà, l'unico punto di attenzione è il bivio a circa mezz'oretta dalla partenza in cui occorre tenere la destra evitando di imboccare il sentiero per il Passo del Gatto e il Monte Tagliaferrro.

In circa un'ora arriviamo all'Alpe Valmontasca da dove si nota che di recente è caduta la neve sia sul Monte Tagliaferro che sul Corno Mud e il cielo incomincia a coprirsi. Continuiamo la salita verso l'Alpe Vorco che raggiungiamo quando incomincia a scendere qualche goccia di pioggia.

In breve arriviamo al colle Mud da dove scendiamo al Rifugio Ferioli mentre ha smesso di piovere.

Al rifugio veniamo calorosamente accolti da Rosi, Luciano e Claudio che ci fanno immediatamente accomodare in terrazza poiché, come in ogni rifugio CAI, i cani non possono entrare.

Purtroppo il tempo in pochi minuti peggiora e rincomincia a piovere sempre più forte costringendoci ad accelerare il pranzo a base di amatriciana e polenta e brasato servita in piatti che si mangiano assolutamente ecofriendly il tutto accompagnato da un buon bicchiere di rosso servito in un intelligente porta bicchieri antivento. Di rifugi ne abbiamo girati tanti ma questa è la prima volta che troviamo una soluzione così semplice ma al tempo stesso così geniale: COMPLIMENTI!

Quest'anno il tempo non è assolutamente clemente e continua a peggiorare inizia a scendere pioggia mista a neve e un vento gelido ci costringe a velocizzare i saluti per affrettarci a scendere.

Dopo pochi minuti che abbiamo lasciato il rifugio la pioggia si trasforma in fastidiosissima e gelida gragnola che inizia ad imbiancare ogni cosa. Nonostante la giacca e i guanti fa molto freddo per cui scendiamo il più velocemente possibile prestando attenzione al sentiero diventato abbastanza scivoloso. Man mano che perdiamo quota la gragnola si trasforma in pioggia e quando arriviamo a Rima vediamo che in alto è tutto bianco.

Il maltempo oggi l'ha fatta da padrone, anche la macchina fotografica ci ha abbandonato per il freddo e la pioggia non metteva più a fuoco per cui abbiamo solo le foto fatte col cellulare, ma un ringraziamento va ai gestori che ci hanno accolto col sorriso servendoci il pranzo in tempo record permettendoci così di scendere prima di un ulteriore peggioramento: arrivederci al prossimo anno sperando nel bel tempo!