Mucca

 

Libro di vetta
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Dati riepilogativi

Quota iniziale : 642m
Quota finale: 642m
Dislivello: 250m di saliscendi
Tempo CAI: --
Tempo impiegato da noi: 3:00 circa


Accesso stradale

Autostrada A26 e proseguire sulla E62 fino all'uscita Crodo. Imboccare la SS659 e seguire la strada fino a Baceno. Svoltare a destra per Cascata del Toce. Giunti a Premia attraversare il paese e svoltare a destra per Uriezzo. Seguire la strada per circa 2 km fino al parcheggio.
Coord. parcheggio: 46.258333° N 8.333611° E


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Valle Antigorio - Orridi di Uriezzo

Sabato 2 giugno 2012

Quella di oggi più che un'escursione è una passeggiata a ritroso nel tempo che ci porta a più di 10.000 anni fa nel periodo dell'ultima glaciazione (Glaciazione Wurmiana da 75.000 a 10.000 anni fa).

In quel periodo l'abbassamento della temperatura aveva portato ad una forte espansione dei ghiacciai, la Valle Antigorio e Formazza era occupata dall'esteso ghiacciaio del Toce spesso anche 1.000 metri dal quale spuntavano solo le cime più alte delle montagne. In questo tratto l'opera di erosione e modellamento dei ghiacci ha lasciato segni complessi ed evidenti come raramente possiamo osservare nell'intero arco alpino. Lo scioglimento della neve e del ghiaccio insieme alle piogge alimentavano numerosi ruscelli che, scendendo in profondità attraverso i crepacci, andavano ad alimentare i torrenti che scorrevano tra la roccia e il ghiaccio (torrenti subglaciali). La capacità erosiva dei torrenti, resa ancora più grande dalla presenza di detriti, ha profondamente inciso il gradino roccioso di Premia mentre ai ghiacci si deve il modellamento e la levigatura delle pareti rocciose. Dopo il ritiro dei ghiacci avvenuto 10.000 anni fa le acque del Toce hanno scavato la parte più profonda e stretta dalla gola dove attualmente scorre il fiume.

Tratti caratteristici della profonda Gola del Fiume Toce sono gli Orridi e le Marmitte dei Giganti.

Molti sono gli Orridi in questa zona alcuni visitabili più o meno agevolmente altri non visitabili, noi abbiamo scelto di visitare l'Orrido Sud, l'Orrido Nord-Est, l'Orrido Ovest e le Marmitte dei Giganti, ma andiamo con ordine.

Lasciata l'auto nel parcheggio dell'Oratorio di Santa Lucia proseguiamo lungo la strada asfaltata vietata alle auto fino ad arrivare ad una sbarra dove troviamo le indicazioni per l'Orrido Sud (diritto) e gli altri Orridi (a destra).

Decidiamo di incominciare dall'Orrido Sud il più lungo (circa 200 metri), profondo ( dai 20 ai 30 metri) e spettacolare.

Proseguiamo quindi diritto lungo la strada sterrata al di là della sbarra per circa dieci minuti fino a raggiungere sulla sinistra l'ingresso ben segnalato dell'Orrido.

Il percorso non presenta grandi difficoltà e alterna gradoni in pietra a scalinate in ferro nei punti più difficoltosi. Essendo il fondo bagnato è consigliabile indossare calzature da trekking. Lo spettacolo è garantito e man mano che si avanza passaggi sempre più stretti (in alcuni punti si fatica a vedere il cielo) si alternano a sale più ampie. All'uscita alcune cascatelle rendono il paesaggio magico. L'intero percorso dura più o meno 20-30 minuti.

All'uscita dell'Orrido ci troviamo ad un bivio: a destra la strada prosegue verso Baceno e la sua chiesa monumentale, a sinistra invece si dirige verso le Marmitte di Giganti. Decidiamo per quest'ultima destinazione e in 10 minuti di strada sterrata arriviamo a destinazione. Purtroppo il ponte sul Toce è chiuso per manutenzione e dobbiamo accontentarci di vederle dall'alto prestando la massima attenzione a causa del fondo scivoloso e della presenza di argini non protetti come ci ricorda un grosso cartello di avvertimento.

Torniamo sui nostri passi fino all'uscita dell'Orrido Sud e decidiamo di proseguire per Baceno per visitare la famosa chiesa monumentale.

Dopo circa 10 minuti di strada sterrata troviamo sulla sinistra un bivio ben segnalato, oltrepassiamo la centralina idroelettrica di Maiesso e proseguiamo lungo il sentiero fino ad un primo bivio dove occorre svoltare a destra ed un secondo dove occorre proseguire dritto e in 15 minuti arriviamo alla chiesa. Passando dal sentiero che costeggia le fondazioni ci portiamo sul davanti dove possiamo ammirare la maestosa facciata in serizzo abbellita dal gigantesco affresco alto 8 metri raffigurante San Cristoforo appoggiato ad un tronco mentre attraversa le acque tempestose con Gesù Bambino sulle spalle, dipinto nel 1542 da Antonio Zanetti, detto il Bugnate.

Dal piazzale antistante si gode di una splendida vista sul Monte Cervandone. Purtroppo la chiesa è chiusa per cui ci dobbiamo accontentare di visitarla esternamente. Sulle pareti della chiesa notiamo che sono state appese le antiche ruote campanarie e i quadranti del vecchio orologio.

Di fianco alla Chiesa si trova la “Grotta di Lourdes” costruita nel 1914 e ricavata dall’antico ossario. La statua della Madonna di Lourdes e quella di Santa Bernadette sono state portate dal santuario di Lourdes, al ritorno da un pellegrinaggio.

Ritorniamo sui nostri passi e ripercorriamo lo stesso sentiero che ci riporta alla centralina idroelettrica. Incrociata la sterrata che proviene dall'uscita dell'orrido Sud svoltiamo a sinistra e la seguiamo fino ad arrivare all'ingresso dell'Orrido Sud e quindi alla sbarra da cui siamo partiti.

Dopo una breve tappa per rifocillarci ripartiamo verso gli altri Orridi. Il primo bivio per l'Orrido Nord-Est lo troviamo sulla destra all'ingresso del bosco dopo circa due minuti dalla sbarra.

Questo è decisamente più corto del primo (solo 100 metri) e meno profondo (solo 10 metri) ma vale la pena percorrerlo per poter fare un confronto. Anche in questo passaggi stretti si alternano a sale più ampie.

All'uscita pieghiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Uriezzo e l'Orrido Ovest. Questo percorso non è adatto ai bambini che non siano esperti e comunque presenta tratti in cui bisogna fare la massima attenzione. I cartelli avvisano che il percorso è esposto e solo per esperti. Proseguiamo pronti a tornare indietro al primo segno di pericolo.

In effetti dopo una decina di minuti il sentiero si fa stretto e a strapiombo sulla vallata, la presenza di un cavo d'acciaio di sicurezza ci permette di attraversare questo tratto lungo non più di qualche decina di metri in relativa sicurezza. (per ragioni ovvie non ci siamo fermati a fare foto in questo tratto). Il resto del sentiero fino all'ingresso dell'Orrido è protetto da una ringhiera.

Anche qui troviamo un altro cartello che ci avvisa della presenza di un tratto con catena di sicurezza. Sicuramente questo è il meno caratteristico dei tre Orridi visitati e in una decina di minuti arriviamo al tratto con la catena di sicurezza e una scaletta a pioli che però superiamo senza particolari problemi.

All'uscita passiamo sotto ad una grande roccia e troviamo sulla sinistra il bivio per la scalinata "ad Zanin", visto che sono solo 5 minuti decidiamo di percorrere anche questa e in men che non si dica arriviamo alla statale.

Al ritorno scendiamo lungo lo stesso sentiero fino all'uscita dell'Orrido Ovest dove seguiamo il sentiero a sinistra che ci riporta a valle e quindi alla macchina senza più dover ripercorrere il sentiero esposto della salita.