Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 1890m
Quota finale: 2720
Dislivello: 830m + 10m per la salita alla croce sulla prima anticima
Tempo CAI: 3:10
Tempo impiegato da noi: 2:50


Accesso stradale

Autostrada A5 uscita Verrès
Alla rotonda prendere la seconda uscita per Ayas SR 045 e seguire la strada fino a Corbet. Svoltare a sinistra per Antagnod. Ad Antagnod svoltare a sinistra per Barmasc. Il parcheggio si trova a circa 3 Km da Barmasc.
Coord. parcheggio: N 45.8102° E 7.67689°


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Val d'Ayas - Monte Zerbion

Lunedì 23 luglio 2012

Per la gita di oggi abbiamo scelto una delle vette classiche della Valle d'Aosta spartiacque tra la Val d'Ayas e la Valtournenche. Ci sono varie vie d'accesso alla vetta noi abbiamo scelto quella che parte dal parcheggio di Barmasc (Antagnod) e sale attraverso il Colle Portola.

Lasciata l'auto nell'ampio parcheggio di Barmasc (1890m) nei pressi del maneggio e della grande croce eretta in occasione della visita del papa del 15 luglio 1990, ci avviamo verso l'inizio del percorso proprio di fianco ad una casetta di legno.

Inizialmente si tratta di una strada sterrata chiusa al traffico che sale attraversando l' area picnic fino a giungere dopo pochi minuti di cammino al Pian delle Signore attraversato dal Ru Cortot.

Il Ru Cortot è un canale costruito tra il 1393 e il 1433 che nasce a 2150 metri di quota alle pendici del Monte Rosa e le sue acque che scorrono per circa 25 Km, in 600 anni hanno contribuito all'irrigazione delle aride colline di Saint Vincent, Emarèse e Challant Saint Anselme.

Attraversato il canale su un comodo ponticello di legno si supera una targa in ricordo del completamento della Via Crucis e la prima tappa della stessa per giungere alla fine del pianoro ad un bivio dove occorre prendere il sentiero che si stacca sulla destra con indicazione n. 105 e 2.

Dopo un primo tratto che sale abbastanza dolcemente il sentiero si inoltra nel bosco ed inizia a salire con decisione passando ad una ad una le tappe della Via Crucis. Tra la IV e la V tappa incontriamo un pianoro e ne approfittiamo per voltarci verso valle ed ammirare il Monte Rosa in tutto il suo splendore. Proseguiamo nel bosco in una distesa di gerani silvani. Passata la V tappa ritroviamo una radura e subito dopo giungiamo al Pian Portola da dove si vede sempre più chiaramente l'omonimo colle.

Il Pian Portola è un falso piano a sinistra del sentiero disseminato di massi di varie dimensioni, uno di questi di colore rossastro e la superficie superiore piatta è inciso con coppelle la cui datazione è pressoché impossibile e il cui scopo è incerto: mappa celeste, indicazioni terrestri, luogo di offerte o altro.

Dopo questa breve tappa continuiamo a salire, ora il sentiero si fa sempre più ripido e in poco tempo prendiamo quota. Uno sguardo a valle e riprendiamo ritrovandoci dopo meno di mezz'ora dal Pian Portola ai piedi della scalinata incisa nella roccia proprio sotto il Colle Portola.

Appena prima del colle occorre attraversare un brevissimo tratto leggermente esposto dove bisogna prestare attenzione in presenza di bambini. Il panorama è fantastico e in pochi minuti eccoci giunti al Colle Portola dove una palina ci dice che mancano 45' alla vetta.

Ci fermiamo qualche minuto per ammirare il Monte Bianco e il ghiacciaio del Rutor, purtroppo la presenza di nubi non ci permette di vedere molto altro, poi proseguiamo a sinistra sul sentiero che ora sale dolcemente lungo la linea di cresta ma mantenendosi sempre a distanza dal lato della Val d'Ayas che scende veramente a precipizio.

Appena sotto alla prima anticima dobbiamo superare un altro piccolissimo tratto lievemente esposto dove però basta un minimo di prudenza, tenere i bimbi più piccoli per mano e stare il più a destra possibile sul sentiero. Sulla prima anticima si trova un piccolo altare e un crocefisso oltre che la fine della Via Crucis. Decidiamo di rimandare la salita all'anticima e proseguiamo dritto lungo il sentiero fino nei pressi della seconda anticima da dove voltandoci indietro possimo vedere il sentiero e il precipizio verso la Val d'Ayas.

Proseguendo incontriamo parecchie deviazione ma è consigliabile seguire i segnavia e le frecce gialle per evitare di ritrovarsi in tratti di sentiero franati e non sicuri.

Terminate la tappe della Via Crucis incominciano quelle dei Misteri del Rosario che ci accompagneranno fino alla vetta.

Oltrepassata la stazione meteo e aggirata la seconda anticima la nostra meta è ormai visibile ci rimane un ultimo sforzo sicuramente mitigato dalla presenza di strane creature che ci osservano dall'alto.

Finalmente dopo l'ultima rampetta eccoci giunti a destinazione dove troviamo ad accoglierci la grande statua di cemento bianco della Madonna dello Zerbion o Madonna delle Alpi visibile a parecchi chilometri di distanza.

Ci sistemiamo per il pranzo ed intanto ci godiamo il panorama (nubi permettendo) del Cervino e del Monte Rosa mentre sotto di noi un gruppo di camosci si aggira indisturbato. Prima di scendere i ragazzi firmano orgogliosi il libro di vetta posto in una scatola metallica davanti alla porta del piedistallo della statua.

Per la discesa percorriamo lo stesso itinerario della salita prestando attenzione al bivio appena dopo la grotta della Madonna in cui occorre tenere la destra salendo di alcuni metri prima di ritornare a scendere verso la prima anticima.

Durante la discesa decidiamo di andare anche su quest'ultima per vedere da vicino il crocifisso e l'altare e godere anche di questo panorama.

Foto Via Crucis

Foto Misteri del Rosario