Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 389 m
Quota finale: 899 m
Dislivello: 629m comprese le perdite di quota
Tempo: 3 h escluse le soste


Accesso stradale

Seguire la SS299 fino a Grignasco. Attraversare il paese e prendere la SP75 in direzione Borgosesia. Dopo circa 3 Km svoltare a destra seguendo le indicazioni per Fenera Annunziata e Parco Naturale del Monte Fenera. Seguire la ripida e stretta strada per circa mezzo chilometro fino al piazzale antistante alla sede del Parco. In alternativa si può lasciare l'auto in un ampio spiazzo sulla provinciale e percorrere questi 500 metri a piedi.

Coord. parcheggio: N 45.700281° E 8.309939°


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Profilo e traccia GPS

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Video traccia 3D

Valsesia - Monte Fenera 2020

domenica 12 gennaio 2020

Per la prima uscita dell'anno ritorniamo a percorrere un itinerario già percorso altre volte in passato con partenza dalla frazione di Fenera Annunziata.

ATTENZIONE! La salita al Monte Fenera lungo l'itinerario descritto più avanti non presenta difficoltà a parte la presenza di foglie che rendono il sentiero un po' scivoloso e a volte non molto evidente. Tutt'altro discorso deve essere fatto invece per la discesa lungo il sentiero 769 prima e 780 poi in quanto dal Buco della Bondaccia fino al punto panoramico denominato Passo dell'Uomo Storto il sentiero presenta tratti insidiosi anche se attrezzati con funi di sicurezza e scalette, pertanto riteniamo che in presenza di bambini piccoli e/o poco esperti si debba evitare di percorrere questo itinerario ma scendere ripercorrendo lo stesso itinerario della salita.

Lasciata l'auto nel piazzale antistante alla sede del Parco Naturale del Monte Fenera ci avviamo lungo il sentiero 770 che sale verso un'area attrezzata e prosegue dritto inoltrandosi nel bosco dove un pannello illustrativo ci ricorda che striamo percorrendo la "Strada dei Buoi". Dopo poco più di mezz'ora incrociamo il sentiero 780 che a sinistra prosegue verso il rifugio GASB e, pochi metri più avanti a destra, lo stesso sentiero che sale da Ara. Ignoriamo entrambi e proseguiamo dritto passando accanto ai ruderi della chiesa protoromanica di San Quirico edificata tra l'anno 1400 e l'anno 1499.

Continuiamo a salire e in una ventina di minuti raggiungiamo i resti della Cava di Cote da cui, in passato, si traevano blocchi in calcare dolomitico che venivano trasportati su delle slitte trainate da buoi lungo la suddetta strada sino alla carrozzabile. Ora il sentiero diventa un po' più ripido e non sempre evidente ma seguendo i segni bianco/rossi sugli alberi raggiungiamo in breve la Piana dell'Orto. A destra ignoriamo il sentiero 771 che sale da Ara e proseguiamo invece verso sinistra lungo la traccia tagliafuoco.

In breve intersechiamo il sentiero 768 che sale da Colma e proseguiamo dritto rimando sul sentiero che sale. Dopo pochi minuti ignoriamo la pista tagliafuoco (sentiero 768) che piega a sinistra e continuiamo a salire. In men che non si dica siamo in vista della croce di vetta che raggiungiamo senza difficoltà.

Dalla vetta si gode di uno splendido panorama sia verso Nord Ovest che Sud Est (anche se con un po' di foschia). Ci fermiamo qualche minuto per immortalare le vette del biellese, il Monte Barone, il Monte Rosa e il Massone e fare una breve pausa.

Presto decidiamo di proseguire imboccando il sentiero che scende verso nord est in direzione della Chiesa di San Bernardo che però non raggiungiamo ma svoltiamo a sinistra iniziando la ripida discesa lungo il sentiero 769 per Bettole. Il percorso risulta essere seminascosto da uno spesso strato di foglie secche che lo rendono alquanto scivoloso ma con un po' di attenzione in una decina di minuti raggiungiamo un bivio: a sinistra si va verso Colma mentre svoltando a destra proseguiamo sul sentiero 769.

Dopo un tratto in falsopiano il sentiero inizia a scendere deciso fino ad incontrare una grotta chiamata il Buco della Bondaccia (l'ingresso alle grotte è sempre chiuso da inferriate e l'accesso è consentito solo con guide autorizzate), Continuiamo a scendere ancora per poco finché il sentiero piega deciso a sinistra. Inizia ora il tratto dove bisogna procedere con prudenza. Incominciamo a percorrere un traverso attrezzato con corde e ripari che porta in una decina di minuti ad incrociare il sentiero che sale da Fenera San Giulio. Proseguiamo dritto imboccando il sentiero 780 che sale verso la grotta del Belvedere, poco distante troviamo la scaletta metallica che sale al rifugio GASB.

Questa volta non saliamo al rifugio (per la descrizione della salita vedere la gita del 2015) ma proseguiamo lungo il sentiero 780 che diventa sempre più insidioso. Per superare i punti più difficoltosi sono state poste delle scalette di legno e delle funi di sicurezza ma comunque occorre prestare la massima attenzione. Dopo circa quindici minuti incrociamo sulla destra il sentiero 766 che sale anch'esso da Fenera San Giulio, un cartello indica questo percorso è pericoloso. Rimaniamo quindi sul sentiero 780 che inizia a salire molto deciso, anche qui nei tratti più ripidi sono state poste delle funi e delle scalette per aiutare la salita fino al punto panoramico denominato Passo dell'Uomo Storto.

Il tratto più impegnativo della giornata è terminato. Inizia ora un altro lungo traverso che senza difficoltà ci porterà in 15-20 minuti ad incrociare il sentiero 770 percorso al mattino.

Svoltiamo a destra iniziamo a scendere lungo lo stesso percorso del mattino fino a raggiungere la macchina.