Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 343m
Quota finale: 899m
Dislivello: 629m comprese perdite di quota
Tempo impiegato da noi: 4 ore per l'intero giro


Accesso stradale

Seguire la SS299 fino a Grignasco. Attraversare il paese e prendere la SP75 in direzione Borgosesia. Dopo circa 3 Km si incontra un piazzola sulla sinistra dove lasciare l'auto,

Coord. parcheggio: N 45.702222° E 8.304167°


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Valsesia - Monte Fenera 2015

domenica 4 gennaio 2015

Per la prima uscita di quest'anno abbiamo deciso di ripercorrere un itinerario già fatto 5 anni fa ma sempre molto bello: la salita al Monte Fenera ideale per questo periodo dell'anno.

Ci sono diversi sentieri che portano alla vetta di questo monte, noi abbiamo scelto un giro ad anello che parte dalla frazione di Fenera Annunziata.

Lasciata l'auto nello spiazzo lungo la strada a circa tre chilometri da Grignasco ci dirigiamo verso la piccola strada asfaltata (segnavia 770) che sale ripida verso la frazione Fenera Annunziata dove si trova la sede del Parco Naturale del Monte Fenera. Superata la piazzetta della sede del parco pieghiamo a sinistra e iniziamo a salire lungo una mulattiera che sale fino ad incontrare un cancelletto di legno che delimita i pascoli. Il sentiero è agevole anche se completamente ricoperto da uno spesso strato di foglie secche e rami che lo rendono un po' scivoloso. Di tanto in tanto ci fermiamo ad ammirare il panorama e a leggere i pannelli che ci ricordano che stiamo percorrendo l'antica "Strada dei buoi".

Dopo circa una mezz'oretta di cammino arriviamo ad un incrocio: a destra il sentiero 780 che sale da Ara e prosegue a sinistra verso le Grotte. Noi proseguiamo dritto sempre seguendo il segnavia 770 e dopo qualche minuto giungiamo ai ruderi della chiesa protoromanica di San Quirico posta sulle rive dell'omonimo rio che separa le province di Vercelli e Novara a quota 577m. Il sentiero a volte è ingombro di alberi abbattuti dagli eventi atmosferici degli anni passati ma riusciamo sempre a passare e ad arrivare in 15-20 minuto ai resti della cava di Cote.

Da qui il sentiero, a volte poco evidente, si fa più ripido e in una decina di minuti porta alla Piana dell'Orto da dove parte a sinistra una facile pista che dopo aver incontrato sulla destra lo sterrato 768 che sale da Colma arriva tranquillamente sulla vetta detta Cima della Bastia 899m dove è stata innalzata nel 1906 una maestosa croce, è passata circa un'ora e mezza dalla partenza. Dalla cima si gode di uno splendido panorama sia verso la pianura, oggi si intravedono persino Milano e Novara, sia verso le montagne. Vediamo la caratteristica sagoma del Monte Barone che sovrasta Borgosesia, la maestosità del Monte Rosa, e ci divertiamo ad individuare molte mete di nostre gite passate: la Colma di Mombarone, il Monte Zeda, etc. . Ci fermiamo per un rapido spuntino su uno dei tavoli posti sull'ampia vetta proprio sopra al ricovero ANA.

Prima di scendere decidiamo di visitare l'oratorio di San Bernardo pertanto imbocchiamo il sentiero che scende verso un valloncello posto a Est per poi risalire la seconda cima a quota 893m dove si trova l'oratorio costruito all'inizio del XVIII secolo.

Dal retro dell'oratorio un altro punto panoramico ci offre un'altra splendida visuale.

Decidiamo di iniziare la discesa completando l'anello del Monte Fenera per cui ritorniamo al valloncello tra le due vette dove a sinistra sbuca il sentiero 772 che sale da Colma mentre a destra scende il sentiero 769 verso Bettole e le Grotte.

ATTENZIONE da questo punto in poi il percorso si fa insidioso sia perché molto ripido scivoloso e non sempre evidente sia per la presenza di passaggi in cui occorre prestare molta attenzione, pertanto in presenza di bimbi piccoli o poco esperti si consiglia di scendere seguendo l'itinerario della salita e continuare solo coi più grandicelli ed esperti.

Iniziamo la discesa seguendo il sentiero 769 che fin da subito si rivela coperto da uno spesso stato di foglie e ci costringe a seguire le indicazioni bianco rosse dipinte sugli alberi. Dopo una dozzina di minuti arriviamo ad un bivio: a sinistra il sentiero 768 che risale verso Colma a destra prosegue il 769 verso le grotte. A pochi metri dal bivio si trova quel che resta del così detto "Sasso del Bianchi" ritrovato nel 1978 sul quale erano presenti diverse incisioni di epoca pre-romana la più importante delle quali raffigurava un pugnale recentemente asportata da ignoti, ora il sasso giace visibilmente mutilato.

Proseguiamo con un po' di amaro in bocca per lo scempio appena visto e attraversiamo con un breve traverso una zona ricca di alberi sradicati fino a raggiungere una zona attrezzata con panchine e ne approfittiamo per un breve riposino. Dopo pochi minuti eccoci all'ingresso chiuso da un cancello della Grotta Buco della Bondaccia una delle grotte più conosciute e studiate del Piemonte settentrionale utilizzata come palestra dagli speleologi ed ultimamente attrezzata con illuminazione per garantire la fruizione tassativamente con la guida.

Ora la discesa si fa ripida e non sempre agevole, i punti più difficili sono stati attrezzati con funi di metallo che rendono un po' più agevole il percorso. Dopo qualche saliscendi arriviamo ad un bivio a destra il sentiero 769 scende ripido lungo il "Canalone" verso Fenera San Giulio mentre noi proseguiamo dritto sul sentiero 780 verso il Rifugio GASB.

Dopo una breve ma ripida salita eccoci alla Grotta del Belvedere e ci fermiamo a dare un'occhiata. Poco distante si può proseguire sul sentiero 780 oppure utilizzare l'ardita scaletta metallica che sale al Rifugio GASB. Visto che l'altra volta i bambini erano troppo piccoli per salire la scala e abbiamo seguito il sentiero questa volta decidiamo di salire.

Al termine della scala ecco il Rifugio GASB (Gruppo Archeologico Speleologico di Borgosesia) dove veniamo accolti calorosamente da una simpatica cagnolina e dalla sua altrettanto simpatica padrona. Il panorama che si gode dalla terrazza del rifugio è incantevole e merita un'occhiata a destra e sinistra. Ci fermiamo qualche minuto a giocare con la cagnolina e poi proseguiamo lungo un ripido e stretto sentiero che scende per ricongiungersi poco dopo al sentiero 780 che prosegue a mezzacosta. I punti più impegnativi sono stati attrezzati con catene e scalette e in circa 10 -15 minuti arriviamo ad un altro bivio dove occorre prestare attenzione per non sbagliare strada. A destra il sentiero 766 scende verso Fenera San Giulio mentre noi dobbiamo proseguire sul sentiero 780 che sale ripido lungo il canalone. Anche qui i punti più impegnativi sono stati attrezzati con scalette e funi che rendono un po' più agevole la ripida salita. Al termine della seconda scaletta eccoci finalmente al Passo dell'Uomo Storto col suo bellissimo panorama.

Da qui in poi il percorso si fa più semplice e prosegue con un lungo traverso fino ad incrociare il sentiero 770 che abbiamo percorso all'andata appena prima dei ruderi di San Quirico.

A questo punto non ci resta che svoltare a destra e proseguire sulla "Strada dei Buoi" fino a Fenera Annunziata e quindi alla macchina. La discesa è durata circa 2 ore e mezza non tanto per la lunghezza del percorso quanto per l'attenzione che bisogna tenere per evitare di scivolare sulle foglie che ricoprono gran parte del sentiero e per superare i punti più impegnativi.