Mucca

 

Libro di vetta
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Dati riepilogativi

Quota iniziale : 1631 m
Quota finale: 2330 m
Dislivello: 860 m comprese perdite di quota
Tempo CAI: 6:00


Accesso stradale

Autostrada A26 e proseguire sulla E62 fino all'uscita Crodo. Imboccare la SS659 e seguire la strada fino a Baceno. Svoltare a sinistra per Devero. Giunti all'abitato di Goglio attraversare il ponte e proseguire sulla strada per Devero fino al parcheggio.
Coord. parcheggio: N 46.313056° 
E 8.260833°


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Leggenda

Profilo altimetrico

Valle del Devero - Val Buscagna e Monte Cazzola

sabato 23 giugno 2018

Come prima gita dell'anno decidiamo di toglierci un sassolino dalla scarpa e cimentarci nell'esplorazione del "Grande Ovest" di Devero anche se, a causa dell'eccessiva presenza di neve in quota, abbiamo dovuto tagliare parte dell'itinerario evitando di salire alla Scatta d'Orogna.

Si tratta di un percorso ad anello che ci porta a scoprire il lato meno turistico della Valle del Devero. L'intero percorso è riservato solo ai più grandicelli con un minimo di allenamento vista la lunghezza del percorso che sfiora i 14 chilometri e il dislivello. Inoltre, al momento della nostra percorrenza la presenza di neve in quota ha reso particolarmente difficoltoso seguire le tracce del sentiero spesso nascoste dalla neve e siamo stati costretti più di una volta a deviare dall'itinerario segnalato dal gps alla ricerca di passaggi più agevoli.

Arrivati a Devero lasciamo l'auto in uno dei parcheggi lungo la strada e ci avviamo verso la sbarra che limita l'accesso all'alpe ai soli veicoli autorizzati. Attraversiamo il paesino con le sue caratteristiche casette e giunti in località Ai Ponti svoltiamo a sinistra e ci dirigiamo verso gli impianti di risalita. Raggiunto il ponte sul Rio Buscagna lo attraversiamo e subito svoltiamo a sinistra per dirigerci verso località Pedemonte. A quest'ora l'immensa piana di Devero è deserta. In prossimità delle prime case di Pedemonte incontriamo un bivio: proseguendo dritto si sale verso la Val Buscagna percorrendo la GTA mentre svoltando a sinistra si segue il sentiero H11 che conduce all'Alpe Misanco e quindi al Monte Cazzola attraverso quella che viene definita la "Foresta del Parco".

Svoltiamo a sinistra in direzione di un ponticello sul Rio Buscagna oltrepassato il quale troviamo le indicazioni per il Lago Nero. Pieghiamo a destra e incominciamo a salire immergendoci nella spettacolare foresta di larici mantenendoci alla destra orografica del Rio Buscagna. Gli scorci che ci regala il percorso valgono veramente la pena a destra la bella cascata del Rio Buscagna mentre alle nostre spalle si scorge il Pizzo Crampiolo Sud.

Dopo una mezz'oretta di cammino arriviamo ad un ponticello in precarie condizioni, decidiamo di non rischiare ed effettuiamo un facile guado. Poco più avanti un bel laghetto concede al nostro pelosone un bagnetto rinfrescante. Dieci minuti dopo la foresta si apre e in pochi istanti arriviamo all'alpe Misanco (1 h dal parcheggio). Pochi minuti per goderci il panorama verso valle e ripartiamo attraversando il ruscello per arrivare un centinaio di metri più avanti ad un bivio. Proseguendo dritto si sale al Monte Cazzola mentre girando a destra si prosegue verso il Lago Nero e la Val Buscagna. Abbandoniamo il sentiero H11 che abbiamo già percorso in passato e seguiamo le indicazioni per il lago. Il sentiero sale deciso per superare una balza rocciosa ed arrivare in una valletta dove incontriamo sulla sinistra il bivio per Curt du Vel che ignoriamo per proseguire dritto. Superiamo un piccolo laghetto e pieghiamo a sinistra in direzione del lago che incontriamo dopo pochi minuti. Si tratta di una piccola perla circondata dalla foresta di larici e nelle cui acque si specchiano le vicine vette.

Dopo una breva pausa proseguiamo lungo il sentiero che costeggia il lago per poi dirigersi verso la Val Buscagna. Giunti in questa meravigliosa valle rimaniamo colpiti dal paesaggio che è così bello da sembrare finto. L'ampia piana è attraversata dal Rio Buscagna e delimitata da imponenti vette. Per proseguire occorre attraversare il corso d'acqua su un ponticello che si trova all'imbocco della valle in alternativa, per i più avventurosi, c'è un tronco adagiato tra le sponde.

Non essendo in vena di tuffi in acqua gelida, attraversiamo sul ponticello passato il quale incontriamo la GTA che sale dal fondovalle. Iniziamo a percorrere la vallata seguendo la GTA che in pochi minuti ci porta all'Alpe Buscagna ancora deserta. Questa può essere la meta per i più piccoli e meno allenati che possono fermarsi qui e rientrare a Devero per lo stesso itinerario oppure percorrendo la GTA.

Proseguiamo, ignorando il bivio a destra per il bivacco Combi Lanza, verso la testa della valle. Man mano che saliamo incominciamo a trovare la prima neve che attraversiamo senza difficoltà. Affrontiamo un primo facile guado seguito da un altro ruscelletto superabile con un balzo subito dopo il nostro sguardo viene attratto dalla splendida infiorescenza del larice comune.

A questo punto la salita si fa più impegnativa non tanto per la pendenza mai elevata ma la presenza di neve non rende sempre visibile il sentiero e le tracce bianco rosse. Superato un nevaio il sentiero ritorna visibile tra le rocce permettendoci di salire ancora gustandoci il panorama verso valle mentre tra le rocce individuiamo una famigliola di marmotte.

Da questo punto in poi la neve ritorna a coprire il sentiero costringendoci ad avanzare a vista verso una palina che abbiamo individuato utilizzando il binocolo. Tra un nevaio e l'altro la terra è ricoperta di splendide soldanelle alpine mentre dall'alto le montagne ci osservano silenziose. Finalmente arriviamo alla palina che avevamo visto col binocolo siamo a Curt Vita (2230m). La Scatta d'Orogna, nostra meta, sarebbe di fronte a noi a circa 40 minuti di cammino ma la presenza di neve ci fa desistere, pertanto decidiamo di non proseguire ma di piegare a sinistra verso il Monte Cazzola. Svoltiamo e dopo aver attraversato l'ennesimo ruscello seguiamo una traccia di sentiero indicata da dei pali. In teoria il sentiero attraverserebbe una sella però, ancora una volta, la presenza di neve lo rende impraticabile senza ciaspole pertanto decidiamo di risalire un promontorio a sinistra con un ometto di vetta sulla cima. Seguiamo una traccia che ci porta ad incrociare, proveniente da sinistra, il sentiero che sale da Curt du Vel che avevamo visto partire prima del Lago Nero, la palina è quasi completamente sommersa dalla neve. Puntiamo verso l'ometto di vetta (2296 m) che raggiungiamo in pochi minuti. Da qui la Scatta d'Orogna e la Punta d'Orogna sembrano veramente vicine.

Ci dirigiamo ora verso est in direzione del Monte Cazzola cercando un punto agevole per riunirci al sentiero che passa una decina di metri sotto di noi. Appena più avanti incontriamo un bellissimo laghetto e dall'alto una marmotta sembra osservarlo. Il sentiero costeggerebbe il lago verso sud ma la neve lo rende pericoloso pertanto rimaniamo in quota costeggiandolo verso nord.

Passato il lago proseguiamo seguendo i pali indicatori fino ad un altro salto di neve superato il quale troviamo un altro laghetto proprio sotto le pendici del Monte Cazzola. Riprendiamo a salire dalla parte opposta fino ad incontrare il bivio per i Passi di Buscagna che ignoriamo piegando a sinistra. Superata una selletta arriviamo in un pianoro da dove parte l'ultimo tratto di sentiero leggermente aereo che ci porta fino in vetta al Monte Cazzola (2330m).

Lo sguardo spazia a 360° ci fermiamo ad ammirare il panorama . Il Cistella e il Pizzo Diei sono vicinissimi, lo stesso vale per il Pizzo Moro, il Pizzo di Boccareccio, l'Helsenhorn e il Cervandone.

Per la discesa seguiamo gli ometti tenendoci alla sinistra dei crepacci che caratterizzano le pendici del Monte Cazzola. All'altezza dell'arrivo degli impianti di risalita pieghiamo a sinistra scendendo nella valletta e incrociando poco sotto il sentiero H11 che in un'oretta ci porta all'Alpe Misanco e quindi in un'altra mezz'ora a Pedemonte sullo stesso sentiero utilizzato la mattina per la salita.

L'intero giro, escluse le soste, dura circa 6 ore e la difficoltà dipende dalle condizioni di innevamento.