Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 1768 m
Quota finale: 2589 m
Dislivello: 928 m comprese le perdita di quota
Tempo CAI: 3:10


Accesso stradale

Autostrada A26 e proseguire sulla E62 fino all'uscita Crodo. Imboccare la SS659 e seguire la strada fino a Baceno. Svoltare a destra per Cascata del Toce e seguire la strada per circa 20 km fino a Valdo. Ignorare il ponte sulla destra e proseguire dritto per circa 350 m fino alla stazione della seggiovia del Sagersboden sulla sinistra..

Coord. parcheggio: N 46.375523°
E 8.42431°


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Profilo e traccia GPS

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Video traccia 3D

Val Formazza - Lago Vannino e Scatta Minoia

sabato 29 agosto 2015

L'uscita di oggi può essere facilmente modulata a seconda dell'età e dell'allenamento dei più piccoli. L'intera gita è consigliabile solo ai ragazzi più grandicelli e con esperienza mentre i più piccoli possono fermarsi al rifugio Margaroli e godersi il panorama del lago Vannino.

Lasciata l'auto a Valdo nel parcheggio della seggiovia del Sagersboden ci apprestiamo a salire con quest'ultima fino all'alpe omonima (1772 m).

Al termine della seggiovia mentre ci prepariamo per la salita veniamo circondati da un allegro gregge di pecore e capre che sembrano essere venute a darci il benvenuto.

Zaino in spalla imbocchiamo la strada agricola che sale a tornanti nel bosco regalandoci di tanto in tanto scorci suggestivi. Usciti dal bosco si entra nel vallone del Vannino passando sotto alla famosa falesia del Rocciodromo. Ignoriamo poco più avanti il bivio per il rifugio Miryam e proseguiamo sempre su sterrato fino a trovare sulla sinistra la cascata del torrente Vannino. Continuando in pochi minuti si arriva alla dighetta e alla caratteristica zona umida che la segue. Tenendosi sempre sulla strada ed ignorando un secondo bivio per il rifugio Miryam e successivamente quello per la Bocchetta del Gallo arriviamo in vista dello sbarramento della diga del Vannino vicino al quale sorge il rifugio Margaroli (1:30 dalla seggiovia). I più piccoli possono fermarsi qui.

Noi superiamo sulla destra il rifugio senza fermarci e raggiungiamo il bivio in prossimità della palina dell'Alpe Vannino (2194m) a destra il sentiero sale al lago Sreur e al Passo di Nefelgiù a sinistra parte il sentiero per la Scatta Minoia. ATTENZIONE da questo punto in poi non abbiamo più trovato fonti d'acqua pertanto consigliamo di fare scorta alla fonte del rifugio.

Prendiamo il sentiero G99 per la Scatta Minoia e scendiamo leggermente per aggirare il lago e portarci sulla sponda destra. Il sentiero costeggia il lago praticamente in piano, in alcuni punti è leggermente franato ma nulla di preoccupante. Costeggiamo il lago fin quasi all'estremità opposta quando il sentiero si stacca sulla destra e inizia a salire fino ad un pianoro dove sorge l'Alpe Curzalma (2279 m). Passiamo un ponticello e costeggiamo il corso d'acqua sulle rive del quale ci sono gruppetti di eriofori. Al termine del piano riprendiamo a salire un colletto mentre dall'alto una marmotta ci osserva. Giunti in cima il paesaggio sembra uscito da una cartolina e i colori del lago Vannino lasciano ammutoliti. Proseguiamo in dolce salita attraversando un pianoro dove troviamo marmotte intente a riposarsi e altre che preferiscono fare una passeggiata. Riprendiamo a salire un'altra balza quando in cielo attira la nostra attenzione una coppia di falchi in caccia. Al termine di questa salita troviamo con nostra sorpresa un laghetto ma subito dopo il sentiero diventa ripido e si dirige senza pietà verso una pietraia.

Da questo punto il sentiero diventa solo per ragazzi con esperienza e con passo fermo. All'inizio non sembra niente di che ma subito dopo ci ricrediamo ed occorre prestare la massima attenzione e seguire gli ometti e i segni bianco rossi sulle rocce per non rischiare di andare fuori traccia e superare gli ultimi 180 m di dislivello. Quando sembra che questa pietraia non voglia più finire eccoci arrivati a destinazione e ci compare il rifugio Ettore Conti eretto proprio sulla Scatta Minoia (2599m) passo che mette in comunicazione il vallone del Vannino con quello di Devero.

Si chiama rifugio ma in realtà assomiglia molto di più ad un bivacco visto che non è custodito, l'interno è composto da due locali uno adibito a cucina e l'altro ospita 9 posti letto.

Ci fermiamo per il nostro meritato pranzo tra la Punta della Scatta e il Monte Minoia ma il tempo stringe e dobbiamo ritornare a valle prima della chiusura della seggiovia che in questo periodo chiude alle 17:00.

Scendiamo molto velocemente lungo il sentiero della salita fermandoci solo di tanto in tanto per un'ultima occhiata al lago oppure per fotografare una coppia di strani ometti all'Alpe Curzalma. Arrivati al rifugio Margaroli a malincuore non ci fermiamo per la nostra tradizionale fetta di crostata perché il tempo stringe così scattiamo solo una foto della nostra meta e riprendiamo a scendere verso la seggiovia che ci riporterà a valle e all'auto.