Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 1772 m
Quota finale: 2330 m
Dislivello: 563 m
Tempo CAI: 2:00 solo andata escluse le soste


Accesso stradale

Autostrada A26 e proseguire sulla E62 fino all'uscita Crodo. Imboccare la SS659 e seguire la strada fino a Baceno. Svoltare a destra per Cascata del Toce e seguire la strada per circa 20 km fino a Valdo. Ignorare il ponte sulla destra e proseguire dritto per circa 350 m fino alla stazione della seggiovia del Sagersboden sulla sinistra..

Coord. parcheggio: N 46.375523°
E 8.42431°


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Profilo e traccia GPS

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Video traccia 3D

Val Formazza - Lago Sruer e Rifugio Margaroli

martedì 18 agosto 2020

Facile passeggiata adatta a tutti, su sterrato fino al rifugio Margaroli dove possono fermarsi i più piccoli limitando il dislivello a poco più di 400 metri, su sentiero fino al lago Sruer aggiungendo poco meno di 150 metri di dislivello e una mezz'oretta di cammino.

Lasciata l'auto a Valdo nel parcheggio della seggiovia del Sagersboden ci apprestiamo a salire con quest'ultima fino all'alpe omonima (1772 m). Scesi dalla seggiovia ci ritroviamo al cospetto del Monte Giove che ci guarda incoraggiante. Ci incamminiamo verso la strada sterrata indicata come sentiero G99 che parte alla destra della casetta del soccorso alpino e che ci porterà in un'ora e trentacinque minuti al rifugio Margaroli. La pendenza è subito abbastanza decisa e a muscoli freddi è meglio affrontarla con un po' di calma. Con una serie di tornanti si prende subito quota ed evitando le deviazioni laterali, in circa una mezz'oretta si esce dal bosco nei pressi della palestra di roccia chiamata Rocciodromo dove le pendenze diminuiscono parecchio consentendoci di godere dei panorami che ci offre la valle del Vannino.

Ignoriamo sulla sinistra il bivio per il rifugio Miryam e proseguiamo sulla strada che passa proprio accanto alla bella cascata del torrente Vannino. Con uno strappetto purtroppo su cemento ci portiamo nei pressi della dighetta e della caratteristica zona umida detta Cra della Dighetta. Un'occhiata verso valle dove scorgiamo il Rifugio Miryam e proseguiamo incontrando una solitaria mucca che si gode un riposino al fresco.

Ormai il muraglione della diga del Vannino e il rifugio Margaroli sono in vista, passiamo il bivio per la bocchetta del Gallo, qui i cartelli indicano che mancano solo 15 minuti al rifugio. Raggiunto il rifugio prenotiamo un tavolo per pranzo diamo un'occhiata al lago del Vannino con i suoi incredibili colori e proseguiamo per la nostra meta. Scendiamo i pochi metri che ci separano dall'Alpe Vannino dove un gruppo di pigri maiali si godono la fresca mattinata e arriviamo all'inizio del sentiero: a sinistra si prosegue per le sponde del lago e per la Scatta Minoia meta di una passata escursione mentre proseguendo dritto si imbocca il sentiero per il lago Sruer (25 minuti) e per il passo di Nefelgiù.

Iniziamo a salire lungo il sentiero circondati da allegre marmotte, passato un piccolo guado incontriamo sulla destra il sentiero che sale verso il passo di Nefelgiù. A questo punto occorre fare una scelta poiché il sentiero per il lago si sdoppia: uno si stacca più in basso per poi salire più ripido ed aereo verso il muraglione più piccolo della diga del lago di Sruer e l'altro che sale più in alto e prosegue con un traverso giungendo al lago dalla sponda est. In presenza di bambini è meglio scegliere quest'ultimo percorso perché meno aereo e più semplice. Noi scegliamo di compiere un anello salendo dal sentiero più in basso e tornando da quello più in alto.

Proseguiamo lungo l'evidente sentiero che supera tratti più rocciosi mantenendosi alto sul lago del Vannino con pendenze che diventano via via sempre più accentuate ma per fortuna la salita è breve e in mezz'ora arriviamo in vista del muraglione della diga del lago Sruer e del lago stesso con il suo colore azzurro nonostante il cielo nuvoloso.

Proseguiamo a sinistra fino ad arrivare al muraglione più grande dalla diga da dove si scorge ai nostri piedi il rifugio Margaroli mentre in alto un gruppo di mucche alpiniste è intento a pascolare incuranti dell'altezza.

Torniamo sui nostri passi oltrepassiamo lo sbarramento più piccolo della diga e ci incamminiamo verso il lato est del lago dove parte tra due ometti il sentiero della discesa. Un'ultima occhiata al lago e iniziamo a scendere verso il rifugio. In breve arriviamo al bivio per il Passo di Nefelgiù e al sentiero percorso in salita e quindi al rifugio dove ci aspetta una spettacolare polenta e cervo.

Dopo la meritata pausa pranzo iniziamo la discesa lungo lo stesso itinerario della salita passando una fontanella che non avevamo visto durante la salita e con la Punta d'Arbola finalmente uscita dalle nuvole alle nostre spalle.