Mucca

 

 

 


Dati riepilogativi

Quota iniziale : 2031 m
Quota finale: 2980 m al colle, 3094 m punto più alto
Dislivello: 949 m al colle, 1061 m intero giro
Tempo CAI: 3:10 h al colle, 5:45 h intero giro


Accesso stradale

Autostrada A5 uscita Saint-Vincent-Châtillon
Seguire le indicazioni per Breuil Cervinia. In uscita da Saint Vincent prendere la SS406 in direzione Cervinia e seguirla per circa 28 km. Giunti al centro di Cervinia svoltare a destra e raggiungere i parcheggi degli impianti di risalita.
Coord. parcheggio: N 45.935278°
E 7.636111°


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Profilo e traccia GPS

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Video traccia 3D

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Storie - leggende - curiosità

Valtournanche - Colle Superiore delle Cime Bianche

sabato 17 agosto 2019

Bellissima escursione al cospetto di Sua Maestà il Cervino alla scoperta delle tracce dell'antica mulattiera medievale percorsa dai mercanti che si recavano dalla Val d'Ayas al Vallese attraverso il Colle del Teodulo.

L'intero giro è piuttosto lungo (circa 15,5 km con un dislivello di 1059 m e un tempo di movimento di quasi 6 ore) pertanto adatto ai più grandicelli con un po' di allenamento ma i più piccoli possono fermarsi al Lago Goillet (500m circa di dislivello e 1:30 h) oppure salire utilizzando le cabinovie fino alla stazione Cime Bianche Laghi e proseguire poi a piedi al colle su sterrata superando solo 158 metri di dislivello.

Lasciata l'auto nel grande parcheggio della funivia che sale a Plan Maison ci dirigiamo verso il ponte sul torrente Marmore nei pressi del quale parte la sterrata che sale verso il lago Goillet e che per i primi metri segue il tracciato della telecabina. Purtroppo ad oggi nessuna indicazione è presente anche se una volta partiti è impossibile perdersi.

A pochi metri dalla partenza scorgiamo subito una bella marmotta proprio accanto alla strada. Proseguiamo fino al secondo tornante quando la strada si identifica con la pista da sci. Continuiamo a salire ignorando tutte le deviazioni e dopo una mezz'oretta oltrepassiamo l'Alpe Chavanon. Volendo in prossimità di un tornante a monte dell'alpe si stacca sulla sinistra il sentiero 16 che sale diretto. Sarà il nostro itinerario in discesa ma ora continuiamo a salire lungo la strada che in una ventina di minuti incontra i binari della vecchia ferrovia a scartamento ridotto ormai in disuso e fortemente danneggiata che serviva per portare i materiali alla diga ma che risulta ancora a tratti evidente.

Dopo circa un'ora e mezza dalla partenza siamo sopra al lago Goillet dove pascola tranquillo un gruppo di mucche mentre il Cervino si specchia nelle acque del lago. Subito dopo la strada spiana un po' e troviamo la prima palina con le indicazioni per il colle che indica ancora 1:15 h seguendo il sentiero 16. Facciamo una breve sosta per fare qualche foto al Cervino, alla Grandes Mourailles e alla Motta di Pleté Orientale. Giunti nei pressi del bar-ristorante Pousset abbandoniamo la strada sterrata che sale verso i laghi delle Cime Bianche e che percorreremo al ritorno e svoltiamo a destra iniziando a salire lungo il sentiero 16 che segue il percorso della seggiovia Lago Goillet. Questo è il tratto più ripido che si snoda tra i piloni della seggiovia e la pista in un ambiente di alta montagna. Alle nostre spalle il lago Goillet e il Cervino mentre di fronte a noi in alto, l'arrivo della seggiovia. Dopo un breve tratto in falsopiano e un ultimo strappo arriviamo al bivio posto proprio sotto al colle dove a sinistra si prosegue verso i Laghi delle Cime Bianche mentre a destra si sale al colle.

Arrivati al colle Superiore delle Cime Bianche la prima cosa che notiamo sono i resti della mulattiera medievale o per lo meno quello che ne rimane dopo i lavori di costruzione del bacino artificiale per alimentare l'impianto di innevamento delle piste. Emozionati ma anche molto amareggiati per come sia stata danneggiata percorriamo il breve tratto ancora visibile pensando a quante persone e merci sono transitate da qui tra il 1200 e il 1600 quando  a seguito dei rivolgimenti storici e climatici (controriforma, peste, inizio della “piccola era glaciale” che rese impraticabile il Colle del Teodulo) la via sarebbe poi stata abbandonata fino a far perdere notizia della sua esistenza (un video di approfondimento nella sezione Storie - leggende - curiosità).

Se trascuriamo l'intervento dell'uomo questo posto ci dona paesaggi incantevoli verso la Gran Sometta e alla sua madonnina, verso le Cime Bianche, il Monte Roisetta e il Grand Tournalin ma anche verso il sottostante Gran Lago, la Gobba di Rollin, la punta omonima e il lago.

Ci fermiamo per uno spuntino circondati da stelle alpine e il Cervino che fa da sfondo.

Dopo pranzo decidiamo di salire sul promontorio dove arrivano gli impianti di risalita, accanto al percorso numerosi stambecchi ci osservano per nulla impauriti. In venti minuti siamo in cima a quota 3090 m e di fronte ci appare il Testa Grigia e la Gobba di Rollin. Dopo una breve pausa per goderci il panorama sia verso sud che verso il Cervino e i sottostanti laghi delle Cime Bianche iniziamo la discesa verso questi ultimi percorrendo la pista Gran Sometta (in presenza di bambini meglio ritornare al colle e seguire la sterrata per i laghi meno ripida e sdrucciolevole) che dopo un breve tratto molto ripido (dalla foto non si direbbe ma il gps indica 45%!) intercetta la sterrata che scende dal colle e che seguiamo fino ad arrivare in poco più di mezz'ora ai Laghi delle Cime Bianche e alla vicina stazione degli impianti di risalita.

Ci fermiamo a bere qualcosa al bar dal quale scorgiamo l'arrivo della seggiovia Lago Goillet e punto più alto della nostra escursione.

Presto dobbiamo proseguire perché ancora 800 metri di dislivello ci separano dalla macchina. Iniziamo a scendere lungo la strada sterrata che parte accanto alla pista per Mountain bike. Dopo meno di un'ora giungiamo al bivio con il sentiero 16 pertanto abbandoniamo la strada per seguire il sentiero e velocizzare la discesa. Incrociamo la sterrata che sale verso il muraglione della diga del Lago Goillet ma proseguiamo dritto oltrepassando i binari della vecchia ferrovia che già avevamo incontrato in salita, ma qui sono più evidenti. Continuiamo a scendere fino a raggiungere la sterrata poco a monte dell'alpe Chavanon. A questo punto seguiamo la strada percorsa al mattino fino a giungere ad un tornante sulla destra dal quale si stacca la pista da sci che scende dritta verso il paese e quindi alla macchina evitando un po' di curve.